Numero pagine: 288
Formato chiuso: 24x30 cm
Finitura: Brossura
Prezzo: 48,00 Euro
Codice ISBN: 978-88-98877-61-4

David Rossi, 1741-1827. Ristauratore del buon gusto

Si è imposta negli ultimi decenni un’attenzione particolare all’attività di quadraturisti e
ornatisti, il cui apporto nelle decorazioni pittoriche è essenziale, contraddistinguendo il
gusto di un’epoca. In età neoclassica si assiste a un rinnovamento di forme radicale, e
può sorprendere rinvenire in ambito veneziano e veneto, dove si era imposto il genio di
Tiepolo, una qualità – e quantità – d’imprese così alta da gareggiare con i migliori
momenti del secolo XVIII. Il ruolo di David Rossi è centrale in tale contesto, come era stato
riconosciuto già al suo tempo, e ben meritava l’artista uno studio monografico che lo
portasse all’attenzione degli studi, oggi, che abbiamo un’idea del neoclassico ben diversa
dal passato. Riconsiderazioni di cicli già conosciuti e inediti gli conferiscono un ruolo di
innovatore; ed è un modo – privilegiare l’ornato rispetto alla figura – di guardare alla
decorazione ad affresco invertendo i termini che sempre hanno imposto il figurista sull’ornatista.

David Rossi, 1741-1827. Ristauratore del buon gusto

Numero pagine: 288
Formato chiuso: 24x30 cm
Finitura: Brossura
Prezzo: 48,00 Euro
Codice ISBN: 978-88-98877-61-4

Si è imposta negli ultimi decenni un’attenzione particolare all’attività di quadraturisti e
ornatisti, il cui apporto nelle decorazioni pittoriche è essenziale, contraddistinguendo il
gusto di un’epoca. In età neoclassica si assiste a un rinnovamento di forme radicale, e
può sorprendere rinvenire in ambito veneziano e veneto, dove si era imposto il genio di
Tiepolo, una qualità – e quantità – d’imprese così alta da gareggiare con i migliori
momenti del secolo XVIII. Il ruolo di David Rossi è centrale in tale contesto, come era stato
riconosciuto già al suo tempo, e ben meritava l’artista uno studio monografico che lo
portasse all’attenzione degli studi, oggi, che abbiamo un’idea del neoclassico ben diversa
dal passato. Riconsiderazioni di cicli già conosciuti e inediti gli conferiscono un ruolo di
innovatore; ed è un modo – privilegiare l’ornato rispetto alla figura – di guardare alla
decorazione ad affresco invertendo i termini che sempre hanno imposto il figurista sull’ornatista.