
Estremi bagliori del tramonto
Dall’Isolamondo con verso alla terra scaligera
Profumo di ginestra. Prospera ora
laddove la tenebra e il silenzio
trafiggono la protervia, il potere
e la gloria intesi da chi, curvato,
la terra educava con la bocca
asciutta ma svettava e cantava:
Io me ne parto, me ne parto, cara,
e parto che per me è giunta l’ora,
la nave in mezzo al porto è già disposta,
non so, anima mia, ove mi si fa buio…
«Ora io leggo, dico a voce alta le tue cose che suonano, che ricordano, che denunciano e piangono le infette arie dell’oggi. Io leggo e ripenso a quando (lo sai bene, ne dicevamo, allora) troppo distanti mi sembravano le tue cose, troppo usuali per me più giovane e incauto. Oggi so. Ci salverà – solo – il nostro dire. Davvero: salverà noi, il ricordo di noi, suggerirà pensieri altri, fughe salvifiche, creative voluttà, liberazioni».
Dalla Prefazione di Agostino Contò
Sebastiano Saglimbeni, docente emerito, vive a Verona. È autore di poesia, prosa e saggistica. Ha tradotto tutta l’opera di Virgilio, Le favole di Fedro, le Liriche e i Frammenti di Alceo e Saffo ed una breve scelta dei sei libri del De rerum natura di Lucrezio. Presso Scripta ha pubblicato “Memoria cara” nel 2023. Oggi torna con una nuova selezione di poesie.






