Numero pagine: 90
Formato chiuso: 10,5x18 cm
Finitura: Brossura
Anno di pubblicazione: 2025
Prezzo: 10,00 Euro
Codice ISBN: 979-12-5654-064-8

Estremi bagliori del tramonto

Dall’Isolamondo con verso alla terra scaligera

Profumo di ginestra. Prospera ora

laddove la tenebra e il silenzio

trafiggono la protervia, il potere

e la gloria intesi da chi, curvato,

la terra educava con la bocca

asciutta ma svettava e cantava:

Io me ne parto, me ne parto, cara,

e parto che per me è giunta l’ora,

la nave in mezzo al porto è già disposta,

non so, anima mia, ove mi si fa buio…

 

«Ora io leggo, dico a voce alta le tue cose che suonano, che ricordano, che denunciano e piangono le infette arie dell’oggi. Io leggo e ripenso a quando (lo sai bene, ne dicevamo, allora) troppo distanti mi sembravano le tue cose, troppo usuali per me più giovane e incauto. Oggi so. Ci salverà – solo – il nostro dire. Davvero: salverà noi, il ricordo di noi, suggerirà pensieri altri, fughe salvifiche, creative voluttà, liberazioni».

Dalla Prefazione di Agostino Contò

 

Sebastiano Saglimbeni, docente emerito, vive a Verona. È autore di poesia, prosa e saggistica. Ha tradotto tutta l’opera di Virgilio, Le favole di Fedro, le Liriche e i Frammenti di Alceo e Saffo ed una breve scelta dei sei libri del De rerum natura di Lucrezio. Presso Scripta ha pubblicato “Memoria cara” nel 2023. Oggi torna con una nuova selezione di poesie.

 

Estremi bagliori del tramonto

Numero pagine: 90
Formato chiuso: 10,5x18 cm
Finitura: Brossura
Anno di pubblicazione: 2025
Prezzo: 10,00 Euro
Codice ISBN: 979-12-5654-064-8

Dall’Isolamondo con verso alla terra scaligera

Profumo di ginestra. Prospera ora

laddove la tenebra e il silenzio

trafiggono la protervia, il potere

e la gloria intesi da chi, curvato,

la terra educava con la bocca

asciutta ma svettava e cantava:

Io me ne parto, me ne parto, cara,

e parto che per me è giunta l’ora,

la nave in mezzo al porto è già disposta,

non so, anima mia, ove mi si fa buio…

 

«Ora io leggo, dico a voce alta le tue cose che suonano, che ricordano, che denunciano e piangono le infette arie dell’oggi. Io leggo e ripenso a quando (lo sai bene, ne dicevamo, allora) troppo distanti mi sembravano le tue cose, troppo usuali per me più giovane e incauto. Oggi so. Ci salverà – solo – il nostro dire. Davvero: salverà noi, il ricordo di noi, suggerirà pensieri altri, fughe salvifiche, creative voluttà, liberazioni».

Dalla Prefazione di Agostino Contò

 

Sebastiano Saglimbeni, docente emerito, vive a Verona. È autore di poesia, prosa e saggistica. Ha tradotto tutta l’opera di Virgilio, Le favole di Fedro, le Liriche e i Frammenti di Alceo e Saffo ed una breve scelta dei sei libri del De rerum natura di Lucrezio. Presso Scripta ha pubblicato “Memoria cara” nel 2023. Oggi torna con una nuova selezione di poesie.