
Tre all’ombra del giallo
Con il titolo “Tre all’ombra del Giallo”, sono qui riuniti tre racconti: due si potrebbero definire romanzi brevi, perché tali sono “Il mio doppio” e “Per carità”, entrambi con una implicazione tra il giallo e il noir, da cui il titolo del testo; il terzo con il titolo “Un topo in biblioteca” e di lunghezza molto inferiore è decisamente un giallo dal colore attenuato. Se non avete mai letto una storia sull’identità, questa avrebbe potuto essere l’occasione, se non fosse che, invece, è mia intenzione proporvi una favola, che poi diventa un romanzo, seppur breve, per poi assumere il piglio del “giallo”, anche se irrisolto. Mettere tutto questo assieme non ha richiesto un miracolo, però: è stato sufficiente spostare la parola Fine sempre un po’ più in giù, così che il testo breve e con un personaggio fantastico corrispondesse alla favola (vi basti sapere che il personaggio principale si chiama Andromedario); quello un po’ più lungo, al romanzo; ed infine, il più lungo e con l’aiuto di una ventina di indizi disseminati qua e là, al “giallo”.
Luciano Cenna
Luciano Cenna è nato a Mantova e vive a Verona dal 1939; nel 1957 si è laureato in Architettura a Venezia, svolgendo poi a Verona, con il collega Luigi Calcagni, una intesa attività di progettista, tuttora in corso nel contesto della società Arteco da essi fondata. Di recente ha intensificato la sua attenzione alla scrittura, già manifestata con alcune pubblicazioni alla fine degli anni Ottanta, pubblicando con Cierre edizioni i racconti contenuti ne “Il vetraio assopito” e il romanzo “In rodaggio” e, con l’editore Bonaccorso “Una vita a pezzi”, quasi un romanzo.





